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AndreaTaglio
Memorie di una Testa Tagliata
14 maggio 2012
La mia vita è un frattale
Primavera e la prima giovinezza, stomaco vuoto, un amore passionale, un tradimento, e all'improvviso un gorgo di rabbia e odio contro cui non ho nemmeno lottato. Perché mi piaceva, certo. Potevo quasi sentire in bocca il sapore del sangue.
The Ideal Crash (thanks Vrago) dei deus è stato la colonna sonora di un fallimento nato da un errore, quello di pensare di essere una persona migliore di quella che ero.
Ho imparato molto e fatto a pezzi ogni traccia di idealismo nella mia vita e poi, con calma, ho cominciato a stare timidamente meglio.

Sono passati, quanti? 10? 9 anni? leggete più sotto, c'è stato un momento in cui mi ero infatuato di una deliziosa cervella. Affilata come un rasoio e instabile come un volante che sfarfalla. Hmmmm.
Una storia complicata, stava con un ragazzo che conoscevo da prima (quasi un amico), poi si sono mollati, ci ho provato, lei non ci è stata, ma ha insistito allo sfinimento per non perdere la mia amicizia, si è rimessa col primo moroso e ci si sposerà pure tra pochissimo. Diciamo una settimana.
In 10 anni ho fatto in tempo a consumare il mio orgoglio ferito e non ho quasi più una amica (solo lesbiche o già sposate). Poi se lei era un cervello algido e impermeabile... che cosa dovevo fare? rinunciare al piacere della sua compagnia solo perché non è sentimentalmente agile e non è stata capace di approfondire l'intimità del nostro rapporto? Amen.
Ovvero, amen fino a qualche giorno fa. Prendo un caffè con un amico a cui avevo presentato la pulzella in comune e mi butta lì che lui e lei hanno chiavato felicemente prima ancora che lei si mollasse con il suo futuro maritino. Alla faccia dell'impermeabilità, del Vero Amore Riscaldato e della moralità inattaccabile.
Che imbarazzante ingenuità da parte mia non aspettarmi menzogne e una certa stronzaggine: poco ci manca che la faccio io la figura di quello onesto e idealistico!

Primavera, e una giovinezza un po' pienotta. Diciamo una prima maturità. Stomaco vuoto, storielle tiepidine e un sentimento un po' concitato, un nuovo tradimento e un nuovo album dei deus.
La mia vita è un frattale, una spirale di deja vù di giramenti di coglioni.
E mi piace che girino. La mia ultima amicizia femminile (che non sia lesbica o maritata ad un amico. ciao Fefe.) è appena uscita dalla mia vita senza nemmeno saperlo, e penso che la gelosia, o l'invidia, siano solo dei meccanismi evolutivi molto comodi: se non perdo tempo uscendo con lei faccio spazio per nuove conoscenze e nuove ragazze, libere, più interessate al sottoscritto che allo "stronzo della situazione" (come si è autodefinito l'amico pucciatore di biscotto).
Che posso dire? che posso imparare?
Solo che degli ideali mi si sono incrostati in testa senza che me ne accorgessi (falso, me ne sono accorto e non ho fatto nulla). Non importa: sono anche io uno "stronzo della situazione".
Non lo siamo forse tutti?

Taglio



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4 aprile 2012
Circolareludercircolare
A volte, come oggi, sono preso dallo sconforto.
Mi ripugnano tutti, vorrei starmene da solo, cancellare gli amici, scordare le ragazze, sparire nello sfondo, perché sono deluso.
Tutti mi deludono. Immensamente.
Degli amici in questi momenti di 'riflessione' (ma potete leggere 'tristezza' o 'malinconia' o 'depressione', prima che diventasse un gravissimo termine clinico) nessuno sembra interessato o neppure capace di scalfire il distacco granitico, eppure sottilissimo, che ho creato tra queste mie mancanze emozionali e il normale comportamento estraneo.
Delle ragazze ho l'impressione, quantomai fondata, che nessuna mi ami, mi cerchi, mi consoli come avrei sempre desiderato.
Così me ne resto da solo perché nessuno fa quel gesto di altruismo spassionato nei miei confronti, e quindi mi chiedo che senso abbia intrattenere rapporti con gente che, tutto sommato, è egoista ed egocentrica. Esattamente come lo sono io. Come lo sono io nei confronti di tutti loro.
Me ne frego. Li tengo a distanza. Non sono generoso e detesto mi venga chiesto qualcosa che non mi ponga al centro del mondo.
Vorrei staccarmi da chi, come me, non mi sa amare. E mi viene il dubbio che ciò che desidero realmente è staccarmi da me stesso, dalla mia vita, da quello che sono diventato.
Dall'età adulta e dalle responsabilità, dalle scelte, dal cinismo, dalla serietà, dalla mediocrità e dal fallimento, dalla regolarità e dalle persone che ti tengono a distanza, fuori dalla loro vita, fuori dai loro pensieri. Fuori da me.

Dove non è detto che ci sia un mondo migliore, solo più sconosciuto.

Taglio



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1 gennaio 2012
Retorica (ovvero, del Sole e degli Spot)

Dalle persone grigie non ci si aspettano mai grandi intuizioni. Persino quando le pronunciano davvero sono annacquate da quel loro modo di fare, apatico e remissivo, che toglie smalto anche alle più brillanti verità rivelate.

Mauro è un trentenne grigio, con un lavoro grigio e una vita grigia, che sennò non sarebbe stato chi era. Eppure aveva come tutti un mondo interiore a colori, ravvivato da fantasie e pensieri segreti, complicato da labirinti mentali che gli piaceva condividere con le ragazze e gli amici. Degli enigmi senza soluzione, montati apposta, per il piacere di giocare insieme con le parole.

Uscendo di casa per andare al lavoro stava proprio riflettendo sulle sue relazioni. Aveva avuto qualche ragazza nella propria vita, e molti amici, come tutti quelli che sono costretti a cambiarli spesso. Alcuni si erano allontanati, stufi del grigiore di Mauro, alla ricerca di cavalieri con armature più bianche e valori più puri; da altri si era allontanato lui, perché gli arcobaleni hanno bisogno di essere nutriti, per resistere al grigiore della sua quotidianità.

Rifletteva che da piccolo dava alle persone dei valori assoluti. L'amicizia era per sempre. L'amore sarebbe stato amore per tutta la vita. Più forte del diamante che resiste ai millenni, cristallino e trasparente. E invece no. Ci vuole una testardaggine al limite della protervia per negare l'evidenza: la realtà è mutevole, i legami sociali valgono per quanto li facciamo valere, finché li facciamo valere.

Rendersene conto era stata per lui una questione di maturità, di crescita e accettazione del distacco e del lutto. Eppure... eppure si sentiva a disagio nel fare quelle constatazioni, come se fossero dettate più dal cinismo che dalla speranza. In fondo aspirava ancora all'assoluto che sognava da bambino, ma come dargli un posto? Come spiegarlo a se stesso e raccontarlo agli altri?

Gli venne in mente allora che tutti gli amici e gli amori perduti avevano avuto per lui il valore degli spot televisivi in opposizione ad un bel film, ad un capolavoro del cinema, trasmesso su un canale senzapubblicità.

Nella fredda mattina d’inverno si crogiolò nel calore della metafora appena trovata. Poi arrivò al lavoro e dovette accantonare il pensiero per un po’.

Lo riprese durante la pausa pranzo. Gli piacque ancora, tanto che l’intuizione prese voce, e si trasformò in parole. "Che fine hanno fatto i capolavori che mi aspettavo dalla mia vita? Quali sono quelli della vostra? Quanta pubblicità avete visto finora? Bisogna credere nella pubblicità?" si domandava retoricamente bevendo il caffè. Nel fine settimana ne avrebbe parlato agli amici, e se fosse riuscito a spiegarsi nel modo giusto avrebbero potuto condividere qualcosa di più della solita birra.

Non vedeva l’ora, e dedicò altri tempi morti delle sue giornate per organizzare il pensiero, a infiocchettarlo in modo da spiegarlo bene, come avrebbe fatto con un piccolo regalo. Se qualcuno avesse dato delle risposte a cui lui non aveva ancora pensato, allora tutti i colori dei suoi arcobaleni ne sarebbero stati ravvivati, anche se la sua vita sarebbe rimasta grigia come sempre.

Al pub, attorno al tavolo, ognuno raccontò e scherzò sugli avvenimenti della settimana. Nessun evento è casuale, e anche dalle piccole cose si possono trarre riflessioni importanti e battute divertenti. Mauro aspettava il momento giusto per fare le domande che gli giravano in testa, ma non parlò più, nemmeno quando gli argomenti si furono esauriti. Alice aveva citato un pensiero sentito alla radio, di come il Sole fosse solo una stella tra tante, scialba rispetto alle supernove, minuscola rispetto alle giganti rosse, sperduta in un ramo minore dell’Universo. Eppure era il loro Sole, e tutta l’umanità della storia l’aveva esaltato e glorificato, solo perché era più vicino di tutte le altre stelle, e senza il suo calore non ci sarebbe nemmeno stata vita sulla terra; figurarsi l’umanità e tutta la sua riverenza. E i miei film capolavori, aggiunse Mauro tra sé e sé.

Il pensiero di Alice era una constatazione giocosa, e la conversazione si mosse presto in altre direzioni, ma Mauro per tutta la sera non fece altro che confrontarla con le domande che si era posto durante la settimana. Cosa significava per lui quella metafora sulla vicinanza e il calore delle stelle? La relatività era applicabile alla cinematografia e agli spot pubblicitari? Oppure quei due giochi di parole erano incompatibili, come cercare di incastrare insieme i pezzi di due puzzle distinti?

Avrebbe voluto spiegare la strana irrequietudine che gli causava quell’accostamento, ma gli altri non sarebbero riusciti a capire di cosa parlava, se lui stesso non fosse riuscito a definirla. Se l’avesse espressa così come la sentiva, confusamente, il suo modo di fare, grigio e un po’ remissivo, avrebbe soffocato l’interesse prima ancora di finire la frase. Era come quando un seme viene piantato troppo in profondità nella terra, e il germoglio della piantina non riesce a raggiungere la superficie e il Sole.




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/1/2012 alle 11:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
21 luglio 2011
Il delitto di una fotografia
Ho 32 anni. in questo momento.
Ho 32 anni, un buon lavoro e una ragazza. Sì, beh, stiamo insieme, ma non è la donna dei miei sogni. Spero di non essere l'uomo dei suoi. Sono sempre stato sfigato con le ragazze. Non ci ho mai saputo fare.
Sono stato imbranato, brutale, macchiavellico, ma non ho mai avuto fortuna. Appunto.
Mi piace andare al cinema da solo, mi piacciono i film flashosi anche se mi atteggio a cinefilo. Non sono un cinofilo, non credetemi se dico il contrario.
Mia madre è una persona eccezionale. Dannazione a lei: mi ha trasformato nell'italiano stereotipico ("mamma mia!").
Amo parlare dei problemi della vita, dei pensieri e delle emozioni, trovarmi con altre persone a parlare di qualcosa che mi permetta di uscire da me stesso e condividere qualcosa di più grande.
Non fumo. Non fumo mariuana. Non mi drogo. Bevo poco e cerco di evitare anche il caffè. Detesto essere dipendente da sostanze ed ho un rapporto perverso con i periodi di disintossicazione. Li soffro ma li cerco. Detesto che qualcuno sia dipendete da me se non è amore.
Sto cominciando a vivere delle glorie passate.
Sono stagionale, come le piantine. D'estate c'è la luce? Mi attivo, faccio cose, sono ottimista e carico di autostima. D'inverno non ho luce? Vegeto a malapena. Mi letargizzo. Mi spengo e anche l'autostima precipita in depressione.
Mi piace la musica rock indie e alcuni cantautori italiani (naaa. in pratica solo de Andrè, ma ho riscoperto Battisti). Non mi piace vestirmi alla moda. Mi scordo delle date importanti (compleanni, anniversari, menate simili). Mi stanno emeritamente sul cazzo le trasmissioni televisive ad alto tasso emotivo (i GF, maria de filippi, le manipolazioni, le telenovelas. I teletubbies per adulti in pratica).
Sono disordinato; ho standard igienici di coabitazioni piuttosto bassi, ma una buona organizzazione può migliorarli.
Voglio parlare di vita reale e di seghe mentali, quella di cui accennavo prima.
Ho fatto un cumulo di stronzate. Ho rimpianti per un sacco di persone che ho perduto o allontanato. La mia nostalgia è solo mia, ma capisco che per gli altri sia il momento migliore per sbeffeggiarmi.
Sono uno stronzo, lo so. Non posso impedire che mi giudichiate, ma siate clementi per favore, perché sono già stato spezzato più volte, e non ho molto altro da ricostruire di me.
Ho fatto tante cose ed ho avuto molte passioni. Arti marziali teatro religioni fantascienza misticismo giochi di ruolo cinema retorica comunicazione. Ultimamente trovo consolazione nella scrittura. La mia unica amante ricorrente.
Sono fondamentalmente solo. Come tutti; non di più. Vorrei sapere come vi giudicate da voi, e se potete assolvermi e io posso assolvervi. E se possiamo assolverci a vicenda venite da me, perché non c'è altro che possa placare questa sete.



permalink | inviato da AndreaTaglio il 21/7/2011 alle 23:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
20 aprile 2011
Parole usate di seconda mano
Forse ci sono arcobaleni che i miei occhi non vedono, e altri occhi e mille vite differenti, che non posso nemmeno immaginare.
Sento il calore delle ghiande che diventano querce, forse le radici affondano nel sole?
Fischietto un motivetto comune, sorrido storto e passo avanti un'altra stagione,
ma un giardino di rovi è rigoglioso di diamanti neri

Andrea



permalink | inviato da AndreaTaglio il 20/4/2011 alle 0:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
16 aprile 2011
destrutturazione neoesoteristica
sto facendo un corso di PNL. bello, ma scordatevi le sane e sacrosante radici comportamentiste che negavano l'esistenza dell'inconscio.
ah, bei tempi andati per sempre di coerenza sistemica...
invece si trattano temi quasi esoterici, e la cosa non solo non mi dispiace, mi affascina e stuzzica tutta la mia passione entomologica e tassonomica. Peccato che sia guarito dal principio di schizofrenia perchè avrebbe potuto tornarmi molto utile...

non è che ci godo particolarmente a parlare di me stesso. e solo di me stesso... è che non so e non posso parlare d'altro.
sono diventato il centro caldo del mio universo, una cosa molto fight club - pre-fight-club; ma per fortuna non ho nessuna intenzione di mettermi a fare a botte. in particolare non ci tengo a farmi menare, non ho più l'ansia autodistruttiva post-adolescenziale, non ho più bisogno del dolore fisico per scaricare le tensioni e ristabilire i miei confini.
ho bisogno però di lasciarmi andare. di essere qualcun altro, chiunque altro.
non sono mai stato nessuno, e ho sempre avuto il dono di poter essere chiunque, il re ed il mendicante (più il mendicante all'inizio, ma da quando sono re faccio fatica a smettere, è più piacevole, è vischioso come ogni ruolo), il buono ed il cattivo, il fedele ed il traditore.
forse mi basterà esercitarmi, ho le tecniche giuste... se imito gli altri a sufficienza prima o poi potrò capirli meglio, sarò come loro e vedrò il mondo con i loro occhi invece che pensarlo dentro la mia testa come potrebbe essere attraverso i loro occhi.

ovviamente la mia razionalità SA che è impossibile, ma non parlo di telepatia o lettura del pensiero, solo di empatia, provare qualcosa di simile a quello che prova l'interlocutore, senza pretesa di esattezza, solo di approssimazione.

questa potrebbe essere la nuova via, ma è da percorrere con cautela: non sono più uno studente sfaccendato ed ho i miei interessi da difendere con i denti... e già adesso non lo faccio abbastanza bene, mi lascio distrarre eccetera.
dovrei essere dovrei fare dovrei diventare vorrei cambiare - stop. fai un po' come cazzo ti pare. ""do what thou wilst" should be the whole of the law", se i miei comandamenti sembrano tanto coglioni non dovrebbe essere una sorpresa che almeno sono in buona compagnia (praticamente la summa del pensiero di aleister crowley).

è possibile che il mio 'inconscio' (se esiste) sia stato soffocato dalla mia razionalità cosciente? può essere che io sia una persona smezzata? oppure una attenta e serena analiticità può supplire ad una comunicazione mistica? può la semplice attenzione ai piccoli segnali involontari o quasi di tutti i giorni sostituirsi alle pratiche semi-magiche ed esoteriche di contatto con distanti alieni all'interno del nostro corpo?
su, parliamone.

altra questione: lavoro.
altra questione: donne. argomento sugoso.
lasciamolo in sospeso a decantare per un po'...



permalink | inviato da AndreaTaglio il 16/4/2011 alle 0:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
1 dicembre 2010
del volere e non potere
praticamente ormai vengo qui solo per raccontare l'intimo che non posso raccontare altrove.
scriverei tutto su facebook se milioni di occhi indiscreti non spiassero.
non che mi freghi qualcosa dei milioni, ovviamente sono interessato ad un solo paio di occhi.
Mi sto involontariamente e faticosamente convincendo erroneamente che volere e volere e volere sia sufficiente per realizzare qualcosa, così mi convinco che una ragazza carina e intelligentissima, che mi considera un amico, possa essere quella 'giusta'.
quella giusta si riconosce al mattino dopo, lo so. Al mattino dopo di trent'anni di convivenza, non mentre lei ti considera un amico - e lo sa benissimo cosa ne pensi dell'amicizia tra uomo e donna (che siano stronzate, ad esempio).
insomma, ho combinato un grosso casino di nuovo: lei era davvero una ottima amica, intellettuale, buona da farci discorsi seri, di quelli che alimentano l'illusione di essere qualcosa di più di un impiegato con una laurea in soffitta, che ti fanno sentire un po' più intellettuale elitario, che ti mettono in una bolla in cui ci sei solo tu e lei.
si molla con il moroso, ha poche conoscenze, cerca la tua compagnia e ti fa sentire speciale.
ecco, una breve parentesi per far notare che sono finito a parlare di me in seconda persona... mi ricompongo.

dicevo, ci ho provato, perdio se ci ho provato. Con discrezione, ma lanciando messaggi che facevano intendere in maniera inequivocabile un sentimento differente e più profondo dell'amicizia, mentre lei dosava effusioni e fughe in eguale misura.
spiegarmi che aveva risentito il suo ex ed intendeva rimettercisi insieme non le è sembrata una soluzione elegante: no, ha aspettato il parossismo, mi ha forzato ad ammettere i miei sentimenti ed alla fine mi ha pure coperto di merda perché, GUARDACASO, mi sono sentito ferito ed illuso ed ho reagito da stronzo, maltrattandola nonostante il suo essere parte debole, a causa di un periodo difficile (questo lo metto effettivamente in conto, può succedere a tutti di non essere a piombo a volte, avere degli stronzi attorno non aiuta affatto).
Ma cosa avrei dovuto fare?
Smettere subito di lottare, forse, restare ammansito come un unicorno dalla sua virginalità leggermente asessuata (intesa come mancanza di desiderio nei miei confronti). Ma mettetevi nei miei panni, e ditemi che non avreste lottato fino alla fine per una persona speciale.
E anche quando sarebbe stato il momento di darci un taglio secco, per il bene di entrambi, continuare a sperare in un miracolo, e, soprattutto, non volerla perdere, nemmeno come amica.

adesso sono riuscito a stabilire una pausa di riflessione, ho cominciato a vedermi con un'altra ragazza (mi piace? non mi piace? mi affezionerò? di sicuro, anche se non sarà la stessa cosa è comunque bello essere oggetto di affetto dopo tanto vagare) - e sono al momento di una cuspide decisionale.
posso ammettere l'amicizia tra uomo e donna, sublimare i miei desideri e autocastrarmi, anche se solo per un piccolo aspetto. Ammettere di essermi comportato da stronzo e porre davvero rimedio dandole tutto quello che vuole, anche se io non avrò da lei nulla di quello che voglio.
forse diventare una persona migliore passa anche da qui, dal ricommettere le stesse stronzate che facevo da adolescente, quando ancora non sapevo cosa volessi e cosa significasse.
oppure fare una gara a chi è più egoista e ripagare ogni lacrima con ogni lacrima che posso spremerle. Lei non vuole darmi più dell'amicizia e io non posso darle di meno che negarmi completamente e lasciar avvizzire qualunque sentimento provassi per lei, e lei per me.
questa scelta ha la familiarità di tante altre scelte identiche fatte in precedenza.

è un problema più grande di me, non riesco a comprendere gli estremi delle conseguenze di entrambe le scelte, vorrei sfuggire da questa situazione, trovare un'altra ragazza intellettuale che mi dia le stesse cose che può darmi lei e con cui percorrere una storia diversa da questa.
ad esempio una storia che non contempli nè l'ennesima odiosa amicizia metadonica, nè l'altrettanto odioso freddo distacco ed un vuoto che sarà davvero difficile riempire.

Tagliare o non tagliare?




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/12/2010 alle 23:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
1 novembre 2010
freaks, weirdos, pussies and virgins
mi faccio strippi nella giusta quantità.
ho chiesto l'aumento, ma ne riparleremo a gennaio dopo il bilancio (bene, almeno posso sperare).
Sta per cominciare il science plus fiction, e, anche quest'anno, andrò carico di aspettative a mangiarmi un po' di ferie, a chiacchierare con un paio di amici ed amiche 'triestini/e' e a trepidare per un film rivelazione. Chissà se ci sarà.

e poi il Fronte Sentimentale (estensione del dominio della lotta).
qui le cose si frammentano.
da un lato la cervella affascinante. Se ne è andata in vacanza e non l'ho più sentita - resto dell'idea che sarebbe molto buona per me anche solo giudicando dalla memoria delle chiacchierate che abbiamo fatto.
è questo che voglio: una persona che possa capirmi, con cui parlare e di cui mi interessino i pensieri, oltre che il corpo, ma diamine, non si è fatta sentire in nessun modo, non mi manderà nemmeno una cartolina (troppo banale) nè mi dedicherà un solo pensiero: magari perchè a lei non gliene frega un cazzo di me.
è possibile conquistare una ragazza? oppure è una balla militaresca inventata da napoleone per compensare le sconfitte sul campo?
e dall'altro lato (all'altro angolo del ring), la ragazza passionale e silenziosa, con cui non c'è traccia di dialogo ma qualche accenno di petting estremo (tipo palpeggiate durante il free climbing o blowjobs durante il bungee jumping). E che è vergine.
sì, non me l'ha ancora detto, ma gira che ti rigira è quello che io sospetto ed i suoi messaggi non confutano questa mia ipotesi.
sono io l'uomo giusto per lei? preferirei rispondere tra un paio di anni, posso?
voglio avere un rapporto sessuale che potrebbe essere doloroso per lei, compensato dalla responsabilità di essere il primo? ora è meglio che risponda con le lettere maiuscole, in modo che sentiate bene: NO.
ma come si può arrivare oggi vergini a 30 anni??? ma non ci sono delle figure apposite nelle scuole o neglio ortori? persino in chiesa qualche pretucchio può risolvere il problema in anticipo - perchè mi capitano tipe bizzarre e quelle che piacciono a me (e non parlo delle ragazze fashion, single, giovani e strafighe e che sanno di esserlo, con cui comunque ci proverei volentieri) sembrano tutte avere qualche problema, o tara, oppure qualche elemento anche importante (baciano male, sono vergini, sono frigorifere, sono squilibrate, troppo calde) che le rende meno attraenti?

forse sto diventando troppo vecchio e selettivo per accettare un'altra persona nella mia vita?
forse devo darmi un calcio in culo e accettare il nuovo ed il diverso?
oppure riascoltarmi "steady as she goes" qui http://www.youtube.com/watch?v=Q7aOWIFgIZQ ?

Taglietto



permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/11/2010 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 ottobre 2010
continuerai a farti scegliere... o, finalmente, sceglierai?
gravissimo ribaltamento della situazione.
per anni sono stato dietro alle ragazze prendendo due di picche su due di picche. Interi mazzi di carte da gioco composti solo da due di picche.
e poi, ultimamente, (certo, non senza sforzo, anzi), in maniera totalmente casuale, mi sono trovato in un buon periodo.
sono sereno con i miei amici, ne ho molti, sul lavoro ho soddisfazioni (no, ancora non mi è arrivato l'aumento che mi merito...), il mio 'progettino imprenditorialino' pur essendo in perdita secca dal punto di vista monetario mi stimola e mi da l'impressione di potercela fare (è una bella idea!) - insomma, in un buon periodo sotto tutti i punti di vista anche con le ragazze sto cominciando a mettere lingue in bocca a destra e sinistra.
il problema è che non sono io a metterle, ma, come al solito nella mia storia, sono le ragazze e prendersi la mia lingua e ciucciarsela (brave).
un fatto di per sè rilevante, ma mai quanto la rivoluzione copernicana che ne consegue: non sono più costretto dalle ristrettezze ad accettare qualunque ragazza che mi raccolga da terra come un sasso: posso scegliere...

la prima a farmi balenare questa rivelazione è stata una tipa che aveva deciso che saremmo stati marito e moglie sposati con rito cattolico per tutta la vita senza nemmeno chiedere il mio parere: una psicologa squilibrata, una di quelle persone che si ficca delle piume d'oca nel culo e pretende per questo di poter insegnare agli altri come si vola.
costei si è presa il primo "bye bye baby", e un posto riservato tra le 5 persone di cui posso parlare incondizionatamente male a cuor leggero: è una testa di cazzo.

è stata una esperienza rinfrancante e nuova: pasturare non è mai stato così soddisfacente e i rapporti con l'altro sesso così gratificanti - solo un neo rovina questa meraviglia: la ragazza il cui cervello mi fa impazzire, quella che mi piace sul serio, mi ha rifiutato, e questo è uno sgradevole ritorno degli schemi passati che mi impedisce di passare allo stato successivo senza esitazioni: uomo felicemente sistemato con una ragazza che gli piace senza riserve, con cui condividere qualcosa più che una limonata o un letto.

al solito non so se continuare a sperare per questo miracolino o accontentarmi degli insperati successi su altri fronti sentimentali ed emozionali.
di certo non c'è da preoccuparsi: le cose vanno bene, e se il mio cuore vorrà cambiare direzione per una volta le alternative non avranno il colore cupo del cielo invernale.
il futuro è imprevedibile, e mai come oggi.
:D

Taj



permalink | inviato da AndreaTaglio il 3/10/2010 alle 13:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 giugno 2010
wishful thinking e digrignare
sto cominciando ad individuare la fase "rifiuto" (dopo "negazione"). Deve ancora arrivare a piena forza, ma comincio a realizzare che tutte le qualità della d+bdm (vd posts sotto per spiegazione) valgono nulla se non mi vengono date, il caviale più buono del mondo può anche essere merda se non puoi nemmeno assaggiarlo.
...
certo, l'uva che la volpe non mangia è sempre acerba, non importa quanto sia matura - ma io non sto dicendo che è acerba, sto dicendo che è in bocca di qualcun altro.
per quanto ne so io può anche essere di plastica, e l'uva di plastica è inutile. Non mi serve.
quando tutto sarà finito, questa mappatura ed elaborazione del lutto, il rifiuto e l'accettazione, il dolore sordo e il senso bruciante di perdita, lei per me sarà morta - e io non ho molto da dire ai cadaveri.
Qualcosa sta già cambiando o è già cambiato tra di noi. L'ho vista ieri sera e non mi ha attirato come prima - la luce è negli occhi di chi guarda (la pistola è nella mia mano, non nella sua) e oltretutto anche lei guardava il mio amico.
A lui auguro in bocca al lupo, ma se si metteranno insieme credo taglierò i rapporti con entrambi - non sono ancora così evoluto (per l'amico che potrebbe leggere - avremo modo di parlarne, ma questo è purtroppo il mio limite).
ci sto ancora male e ancora vorrei. ... vorrei.

passando ad argomenti più allegri ed adatti ad un sabato sera (adesso).
quello che mi ruga è che sento di essere diventato una persona migliore: ho superato il cinismo, provo empatia, capisco i bisogni ed i desideri degli altri (e, soprattutto, intuisco le loro motivazioni nascoste per quasi ogni azione o argomentazione) prima di scontrarmi con loro, sono ancora titubante in alcune situazioni e magari intimidito o imbarazzato, ma a tratti ho ritrovato il sentiero per lavorare su me stesso, posso dirmi tutto sommato in equilibrio, capisco la realtà senza precipitare in qualche dimensione esterna (outer space) da un momento all'altro. Ho voglia di una famiglia.

Eppure nel giro di questo mese mi sono preso un quantitativo ragguardevole di 2 di picche.
la fun friend olandese vuole, giustamente, un ometto olandese (ma cazzo! una scopata ogni tanto nel frattempo? no?! no.).
C'era poi quest'altra ragazza intrigante, con cui condivido il mio senso dell'umorismo tutto strampalato e ci facciamo delle belle risate e si sta bene insieme. Pensate che per una sola volta abbia accettato di uscire da sola con me? nooooo. mai. sempre con quella sua amica (che mi detesta) e di cui pare la controparte sottomessa. Sto perdendo la pazienza, e questo non va bene.
E poi, certo, la Grande Delusione, su cui avevo investito più o meno tutto.

magari domani sera vado al cinema.
non a quello serio, no, vado a vedermi qualche film dimmerda (raddoppio fonetico) - sto aspettando che esca nelle sale Solomon Kane; dev'essere davvero inguardabile.
lo sapevate? sono i film così che possono esorcizzare i fantasmi semiotici.
I film così e la televisione.

Taglio, stasera (e questa settimana) taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 19/6/2010 alle 23:24 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 giugno 2010
Vuoto
et voilà! un altro post ripetutamente depressivo e volutamente angosciante.
parto sempre dalla mia vita per avere spunti di questo tenore. I tre punti sono solo preamboli al succo del discorso.

1) il lavoro fa cagare, il commerciale con cui devo collaborare è uno stronzo che pugnala alle spalle (pugnala ME alle spalle, nello specifico), le mie colleghe, o buona parte di essere, sono delle stronze che invece rompono i coglioni manco tenessero su da sole il mondo (e invece mi pare non facciano altro che giocare a fare le dive in un teatro di posa, lamentarsi e bisbigliare veleno) - è stata una settimana dura, con un sacco di lavoro, per lo più ripetitivo e una crescente sensazione di inutilità e di spreco del io tempo.
come diceva gordon gekko bisogna "fare soldi a sufficienza per non sprecare il mio tempo" - sono lontano dall'obbiettivo.

2) il corso di tedesco richiede studio e io non studio. Cazzeggio, sì, poco, ogni tanto; respiro, sì, spesso, praticamente sempre, ma non studio - quindi questo weekend starò a casa a rimediare - poco importa che il sole spacchi le pietre e il mare risacchi il suo richiamo lontano.
Per abbordare le tedesche devo migliorare la lingua.
Ovviamente a spatola, con abbondante wishful thinking.
inoltre la mancanza di tempo mi causa: salto delle sessioni di corsa, carenza di attività fisica, trascurazione degli amici (questo mi duole), impossiblità alla ricerca di un lavoro nuovo e migliore.
Con le nuove conoscenze sono goffo e inibito, non ho mai argomenti e creo un vuoto pneumatico nella mia testa ogniqualvolta potrei fondermi con un gruppo con una battuta, o una chiacchierata.
Non ho niente da dire.

3) comincia a farsi strada la sensazione di aver perso definitivamente la d+bdm - le ho mandato una e-mail con commento al film "amami se hai il coraggio" (incurante di ogni 'dignità' come al mio solito) benchè fossimo rimasti che avrebbe dovuto farsi viva lei.
film consigliato da lei e che io vi consiglio a mia volta, il tema di fondo è di quelli che tolgono il fiato - e te lo ridanno rovesciato.
lei non ha nemmeno risposto e, come dicevano Rosencrantz e Guilderstern "la morte non È: è una assenza che acquista peso gradualmente, fino a diventare greve di morte".
Giustamente se vuole evitarmi altre illusioni è l'unica soluzione saggia, purtroppo continuo a volere lei, non la salvezza dalle illusioni.
Credo avesse per me il valore di una anima gemella ed è per questo che la perdita fa così male.
Insomma, la mia mappatura del lutto procede a gonfie vele, il percorso è chiaro e la navigazione nei miei sentimenti sta diventando ogni giorno più facile. Ora so che dopo una prima fase di negazione c'è un dolore sordo. E poi ancora dolore sordo, dolore sordo, dolore sordo, ...

Mi manca come l'aria, e non so come queste sensazioni, per la loro forza, non possano essere altrettanto importanti per lei - o per tutto il mondo. Mi viene da dirmi che dovranno pur significare qualcosa anche al di fuori dei confini della mia pelle, ma non è così, e questo aggrava la mia solitudine.

Andrea



permalink | inviato da AndreaTaglio il 12/6/2010 alle 12:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
31 maggio 2010
i piaceri del vecchio Werther
stavo riflettendo con orrore: quello che mi elettrizza della d+bdm (donna più bella del mondo - per chi si fosse perso il post precedente) (rassegnatevi fedeli e sparuti lettori, porterò avanti il discorso fino alla fine di questa seconda adolescenza emo) è proprio la sensazione di vita vissuta come un gioco, di discesa nella profondità delle ragioni per cui si fanno le cose, fino a dove diventa possibile cambiare un tutto con un niente. Fino a dove diventa possibile cambiare e cambiare ancora.
Mi fa viaggiare di nuovo e sentire che tutto è ancora possibile, con tutto il pericolo insito nella possibilità - mi pare di essere ritornato a corteggiare il disastro (conoscere la morte - ti sbagli ciccetta, per quanto e per quanto ne sa il nostro desiderio di morte ogni cambiamento È una piccola morte - o quantomeno la cosa che più ci si avvicina).
thrilling.
dove la trovo un'altra così?
la mia piccola morte...

ecco, se proprio volessi analizzare la situazione sarei interessato a trovare delle definizioni e delle mappe per l'elaborazione del lutto (vd post precedente) e per questa qualità di precarietà stabile che mi attira come un magnete.
cos'è? cosa comporta? da cosa deriva? perchè mi attira?
l'introspezione sicuramente ha a che fare con la questione.

mi ha consigliato di vedere "amami se hai il coraggio"
io le ho consigliato "holy smoke".
ho la sensazione che sia stato quantomeno uno scambio di figurine equo.

beh, sarà il caso che cominci a cercare...

Taglio

PS: ... è il coraggio di cambiare che io ritrovo in sua presenza, di andare a fondo nelle cose, ma, come direbbe Jack a Tyler Durden: la pistola non è nella sua mano, è nella mia.
la sensazione che tanto amo è mia, per quanto lei ne abbia una bella parte.
hehehe - è solo un pensiero, una possibilità, ma se la portassi fino in fondo lei perderebbe quello che la rende speciale ai miei occhi, io diventerei una persona più saggia... e più fredda, e più sola, e meno innamorata.
oppure l'innamoramento è costante, se non è concentrato in un oggetto si espande a tutto il mondo nei nostri occhi?
bella pensata, ma anche premessi il grilletto mentirei a me stesso dicendo di non volerla - per ora mi accontento di ricordare che la pistola è nella mia mano...



permalink | inviato da AndreaTaglio il 31/5/2010 alle 22:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
29 maggio 2010
elaborazione del lutto
1 argomento, due temi.
argomento, la donna più bella del mondo (d+bdm da qui in poi).

tema uno: dall'ultima chiacchierata con abbondante rassicurazione sulle sue aspirazioni proletarie in fatto di morosi automuniti sono aumentate le possibilità che legga questo blog, pertanto questo post mi potrebbe valere da riflessione aperta con la stessa. Ciao ciccetta!, la pornografia è da sostenere perchè non ho una ragazza fissa con cui sfogare i miei bassi istinti animali o le mie elevate pulsioni umane, se vuoi che mille e mille giovani come me non possano nemmeno vederle su schermo perchè l'immagine della donna viene manipolata ti prego di fare appello alla consapevolezza recondita degli osservatori, alle diatribe tra apocalittici ed integrati sui videgiochi violenti (e quanti psicopatici videogiocatori vivono tranquillamente senza uccidere alieni nella vita reale) e soprattutto alla libertà di mercato.
se vuoi che la gente non soddisfi il bisogno soddisfatto dalla pornografia con la pornografia comincia a pensare a qualche alternativa. e che sia ragionevole, sensata ed efficace - i moralismi per favore lasciamoli ai religiosi lobotomici negazionisti ("la pulsione sessuale non esiste! noi ne facciamo tranquillamente a meno! ... hmmm fieni qui pel pampino...").
il femminismo è un'inculata ed è acronistico - sarebbe il caso di muovere oltre.

tema due: la d+bdm ha già un morosetto e nei due o tre anni che ci siamo frequentati ne ha avuti altri. Cazzi suoi ovviamente, ma considerato che io ne sono parecchio invaghito (non la frequento solo per l'amicizia (ragù) e non voglio essere frequentato come solo amico (sono pasta al ragù, non separabili) senza la componente sensuale (pasta)).
Questa informazione (che lei è impegnata) assottiglia le mie speranze di entrare nel bianco dei suoi occhi e del suo sorriso, nel nero delle sue lenzuola, nel rosso del suo cuore.

ora il mio tema è la gestione (linguaggio manageriale? che ci fai qui?) del lutto e l'impostazione del rapporto futuro con una ragazza che mi piace. Tanto.
il sentiero del saggio, luminoso, spassionato, libero e sovrano imporrebbe di accettare la sola amicizia, incurante del fatto di essere stato rifiutato nell'ambito 'pasta' negli ultimi due o più anni e valutando invece quanto sia stata importante per me, quanto io le voglia bene e quanto piacere mi procuri ogni istante passato in sua compagnia.
il lato oscuro invece presiede alla vendetta ed all'egoismo.
...
mai stato un bravo jedi... la voglio e la voglio per me, se non posso starci assieme allora anche lei non avrà quello che vuole (la mia amicizia asessuata), soprattutto se assecondarla mi costerebbe una immensa frustrazione.
Puerile e vendicativo tentativo di passare da parte rifiutata (per + di 2 anni ormai) a parte rifiutante, recuperare in parte il potere nella relazione (teorema? e dove sta la corriera con i compagni di classe delle elementari?).

a due giorni dalla prima stesura di questo primo post sono ancora indeciso.
questa ragazza mi fa uscire dal personaggio e fa sorgere dubbi sulla mia capacità di 'tagliare'.
Persino quando degli amici mi hanno cortesemente sfottuto sugli effetti di questa tensione non sono stato capace di riderne serenamente ed ho spolverato di zucchero a velo la merda.
... considerate che è una mia priorità ridere di qualsiasi cosa ad eccezione della salute (e anche quella...).

Insomma, restare al suo fianco come finto amico, sperando e cantando che prima o poi rinsavisca e corrisponda il mio sentimento mentre io continuo a mangiare cocci di denti e di rifiuti? o tagliare tutto come un antagonista di film dell'orrore intento a potare un bonsai con una motosega insanguinata?
qualunque scelta io prenda sono comunque quello che ci perderà di più perchè ci perdo lei.
devo cominciare a rendermi conto che probabilmente l'ho già persa, indipendentemente da quale scelta farò.
merda che schifezza la mancanza di prospettive.
devo cominciare a fissare dei punti di riferimento nell'elaborazione del lutto, così da potermici orizzontare e sapere dove devo muovermi per snellire ed accelerare il percorso.

Taglio

PS: nella prossima puntata: un Nuovo Comandamento !



permalink | inviato da AndreaTaglio il 29/5/2010 alle 13:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
1 maggio 2010
Meditazione del Parcheggio Incustodito (o del Supermercato)
Occorrono nervi saldi e tensione per questa meditazione.
Trovatevi in un ipermercato o in un parcheggio incustodito piuttosto grande - prendetevi ALMENO mezz'ora di tempo, meglio se un'ora abbondante.

Variante del Supermercato Straniante.
avete gironzolato per il supermercato facendo la spesa, lista alla mano oppure a colpo sicuro tra i vari reparti.
quando avrete messo nel carrello tutto l'occorrente continuate semplicemente a muoversi con lo stesso ritmo e la stessa intenzione, fermatevi ad intervalli regolari davanti ad uno scaffale che avevate preventivamente puntato con lo sguardo, prendete un bene di consumo a caso e fingete di esaminarlo accuratamente, leggete la lista degli ingredienti, le controindicazioni. Riponetelo senza farvi notare, oppure scuotendo leggermente la testa con una espressione di disapprovazione.
Ripetete quanto basta fino ad esaurimento dell'esercizio.

Variante del Parcheggio Incustodito.
da svolgersi preferibilmente senza bagagli, né borse della spesa.
andate normalmente verso la vostra macchina, poi, una volta arrivati, senza dare nell'occhio puntate un'altra macchina in un altro settore.
potete dirigervi con passo sicuro e determinato. L'importante è dare l'impressione di avere una direzione ed uno scopo; qualcosa da fare e di sapere che cos'è.
puntate macchine a casaccio che non siano l'evidente obiettivo di altre persone o gruppi.
Ripetete quanto basta fino ad esaurimento dell'esercizio.

in entrambe le varianti il senso della meditazione sta nel vagare senza meta reale tra la gente nascondendosi dietro l'impressione di fittizia di uno scopo.
vi permette una maggiore intimità il sapere che nessuno si interesserà a voi?
Nel caso di un esercizio ben riuscito potrete riflettere su qualunque problema vi impegni nella quotidianità. Osservare i pensieri che emergono, e risalire alla sensazione che vi provocano sarà la migliore ricompensa della meditazione in atto, proprio come per ogni esercizio di meditazione.

Avete avvertito il bisogno di rallentare il ritmo, la tensione o l'intenzione della camminata o dello sguardo?
Regolatevi su voi stessi e sulle persone che vi stanno accanto e che stanno sbrigando le proprie faccende per quanto riguarda le suddette modalità. Ricordate che potete variare la velocità dalla corsa all'immobilità protratta, comprendendo una camminata al rallentatore, una camminata veloce e una rilassata e normale.
Quando cominciate a sentire che potreste attirare attenzione con un comportamento non usuale?
il vostro umore, la concentrazione e la vostra leggerezza, in una parola il vostro spirito, influisce in qualsiasi modo su questo confine della norma sociale?
Potete immaginare cosa accadrebbe se rompeste tale membrana invisibile? Rifletteteci, la cosa vi spaventa? perché?
la affrontereste senza problemi? come se stessero violando un vostro diritto? perché?
In alcuni casi camminare perfettamente senza meta, lentamente e con la mente svagata non viola in alcun modo le barriere della norma sociale; il vostro esercizio si è risolto in questo modo?

Oppure avete cominciato ad attirare effettivamente degli sguardi su di voi? il vostro spirito in questo caso era grave o lieve? a quale gradazione di questa variabile il vostro comportamento è risultato strano ai passanti?
Qualcuno vi ha rivolto espressamente la parola? questo vi ha infastiditi?

lo scopo di questo esercizio è quindi duplice: trascorrere del tempo in meditazione come fareste normalmente mantenendo la posizione del criceto supremo nell'ashram indiano di Khalawashtarhi sotto casa vostra e, contemporaneamente, di esplorare i limiti della norma sociale in maniera innocua e sottile.
Nel caso guardie della sicurezza, poliziotti, ufficiali delle forze dell'ordine o squadre d'assalto militari dovessero arrivare al punto di intimarvi di fornire spiegazioni è comunque consigliabile affermare di essere attori impegnati in esercizi di movimento e collaborare pienamente.
Noi non ci assumeremo alcuna responsabilità

Taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 1/5/2010 alle 17:51 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
24 aprile 2010
Funambolismo immobile
arriva con un glicine in mano e non puoi più fare finta di non esserti accorto della sua presenza, così, con l'arrivo della primavera, comincio a stare bene sul serio.
non mi frega più nulla di nulla (lavoro? non mi porto a casa quei problemi - piuttosto lo cambio) ( ragazze? passo volentieri del tempo con loro, ma non soffro per la loro mancanza, le aspetto semplicemente - sperando arrivino presto dall'Olanda...) e il sole illumina le mie giornate.

ditemi voi, come si possono avere ansie da risolvere e meditazioni taglienti se la realtà non è più così oscura?
(nono - domanda retorica - qualche idea ce l'ho già).

stare bene toglie la necessità di evolversi e cambiare, ma permette di fare ordine e magari anche di sviluppare il desiderio di migliorare (me stesso, la mia condizione).
magari è solo consumismo ("hum, vorrei un altra personalità... grazie, proverei quella arancione, ma di una taglia più larga").

l'esperienza di mille yo-yo insegna che nulla resta statico a lungo - ci rivedremo vestiti di blu scuro come il cielo, e avremo molto altro da dirci.

gli amici si erano convinti che una cameriera rumena (detta "torretta M60" per l'impertinenza dei capezzoloni) avesse dell'interesse per me, ma alla prova dei fatti stava solo facendo il suo lavoro e fidelizzando clienti per il pub.
bhè, ha funzionato - questo trucchetto mi ha estorto 4 birre in due giorni.

ho voglia e non ho voglia di andare a correre, ricominciare a leggere e scrivere un capitolo alla settimana di Meditazioni da Taglio (un progetto editoriale).
ho voglia di uscire con gli amici e andare in Olanda, trovare un senso alla vita e riuscire ad immaginarmela differente.
l'immaginazione al potere!

Taglio




permalink | inviato da AndreaTaglio il 24/4/2010 alle 16:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 aprile 2010
Mamma Morte, fai ciò che vuoi.
Io sono stravaccato sul letto, oppure in poltrona, oppure esco, con gli amici.
Forse sto guardandomi la TV, oppure leggo un libro, un articolo, faccio una telefonata.
In ogni caso non studio, non mi impegno, non pulisco il cesso, non stiro, non esco.
Perchè?
Non è solo perchè sono stato abituato male (quella santa donna di mia madre), anche se sicuramente ha aiutato ed aiuta.

Io credo che sia un desiderio, inconscio magari, di sofferenza, di impatto, di dolore. Di morte.
Mamma Morte si prende in carico da fare tutto quello che non faccio io della mia vita, carezzandomi ogni minuto, mentre io faccio di tutto per non sentire le sue carezze, eccetto che sentirle davvero, e rendermi conto che sono schiaffi.

ogni presa di consapevolezza è un passo avanti, ma questa immagine che mi ha sopraffatto non ha cambiato granchè le cose (a parte farmi venire voglia di scrivere come sto facendo); tutta la mia vita è costantemente sull'orlo di cambiamenti sostanziali - accettare un nuovo lavoro identico a quello che faccio già, ma a Verona, restare dove sono, cambiare lavoro (in una agenzia matrimoniale?), trovare una morosa (in Olanda?) e mettere su famiglia, occuparmi degli affari di famiglia.
e ogni scelta beneficerebbe di uno studio più accurato, di una maggiore energia, della dedica di più tempo.
tempo tempo tempo
se Mamma Morte si occupa di tutto questo io posso continuare a cazzeggiare - ci penserà qualcun altro, con il tempo passerà tutto.
davvero.
ma proprio tutto tutto.

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 18/4/2010 alle 15:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
14 marzo 2010
vaffanculo cannocchiale
"non disperare"
Merlo alla Civetta
"non siamo bestie"

devo riscrivere tutto perchè, come al solito, cannocchiale si mangia i post se non sono scritti in rapidità.
sigh

inizialmente il tema era:
"non preoccuparti"
canta il merlo alla civetta:
"non siamo animali"
ma l'italiano ha troppe, troppe sillabe per scrivere Haiku per un dilettante come me.
l'inglese mi andrebbe meglio, ma mi parrebbe sborone e pretenzioso.
e non avrei certezza dei risultati.
preferisco scrivere merda in lingua natale, tagliando, tagliando il superfluo e poi scavando il necessario fino allo scheletro deforme.

riflettevo che non sono nuovo ai cicli stagionali e non.
avendo già vissuto periodi di energetica espansione, osservazione compiaciuta delle possibilità e delle speranze, delusione delle stesse, in blocco oppure a grappoli, depressione e carestia, contrazione e malattia, e infine morte lenta e dolorosa ( http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DZKzheFVXMX4&h=b63627301d2f58a5f349ab3de82254b4&ref=mf )
posso affermare con una certa sicumera che questa volta non farà difetto - sarà un'altra inutile ripetizione dello stesso karma.
diventerò buddhista e ripeterò altri karma?
Viaggiando mi lascerò alle spalle almeno per un po' questa merda stantia?
ma più posti si visitano maggiori sono le possibilità di ricapitare in luoghi già visti prima o poi.
è noia quella che mi costringe, e io non so cosa dire
non so cosa fare

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 14/3/2010 alle 15:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
14 marzo 2010
Sensali ostici
urca, son geloso delle donna più bella del mondo.
non che ci sia nulla tra noi oltre ad una fragile amicizia (fragile perchè io vorrei di meglio), ma vederla flirtare appassionatamente con i miei amici suona come un archetto di violino su un nervo scoperto.
suona male. Mi infastidisce, mi toglie buonumore.
...E non posso farci nulla, a parte chiedermi cosa abbia in più l'altro rispetto a me (una macchina più grande? a questo livello di astio mi portano questi pensieri).
Sìsì, lo so che tutto è transiente, che non ci sono certezze, che ogni altra persona è al di fuori dei nostri confini, del nostro controllo e dei nostri desideri, ma tra sapere e sentire ne passa...
Alla fine in questo periodo un po' apatico non ho problemi a dire "massì, vai, andate e moltiplicatevi". che mi fotte a me se una ragazza che mi piace convola a corrispondenza di amorosi sensi con un amico che le ho presentato da poco?

quello che mi rode è restare come il prete senza confessione, assediato dai peccatori desiderosi dell'assoluzione prima della fine del mondo nei racconti di Buzzati, senza vero amore per il proprio compito di confessore continua ad urlare "chi assolverà me!?"
Non è una bella figura.
Ce ne sono di peggiori.
ora devo andare e chiudo qui

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 14/3/2010 alle 11:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 marzo 2010
Vita narrativa circolare
il lavoro si impregna del tempo, se ne riempie come una spugna che non si strizza mai; fino ad assomigliare alla vita stessa, mescolandosi fino a confondersi con i suoi colori, e i suoni, e gli odori.

dopo questo momento di poesia sublime porterei il discorso sulle percezioni che ancora più del lavoro formano la nostra vita.
percezioni in senso più stretto, cosa sentiamo quando pigiamo tasti al terminale, la radio in sottofondo ed il collega che parla al telefono a voce troppo alta (quello sono io), il tramonto visto attraverso le persiane dell'ufficio.
e poi via via rarefacendo gli sdilinquizi significanti; cosa ci dice la pancia sulle nostre emozioni quando corteggiamo, cosa sappiamo esprimere quando cantiamo una bella canzone (in macchina o sotto la doccia), cosa vediamo e sentiamo in una stretta di mano, in uno sguardo, in un pensiero.
Saprò spiegare queste cose puntualmente quando sarà il momento? quando mi verranno richieste? il senso del gioco, della religione - saprò tenere dinamico il loro significato in modo da poterlo adattare all'interlocutore? saprò modularmi e crescere di fronte all'Altro e adattarmi nonostante l'età e la routine stiano già sclerotizzando i miei schemi?
l'interlocutore sarà all'altezza?
dovrà esserlo per forza (cfr. W.Gibson, "Monna Lisa Cyberpunk", capitolo finale e seguenti), altrimenti non ci sarà nessuna risposta (sempre che io sappia mandare i giusti messaggi).

mi piacerebbe lasciarmi trasportare dalle mie dita sulla tastiera e da questa bella vena oziosa di scrittura creativa, e completamente astratta (o, almeno, personale a sufficienza da non avere linee conduttrici), assecondando così anche il mio desiderio onirico di esercitare la scrittura per il piacere di scrivere (piacere infinito),
ma devo farmi una doccia perchè già puzzo, è tardi, ho sonno, ho dormito poco e domani... domani lavoro.

Taglierei



permalink | inviato da AndreaTaglio il 3/3/2010 alle 23:36 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
23 febbraio 2010
diario sentimentale (ovvero: dei cazzacci miei)
dunque: ispirazione sottozero.
questo post è solo un appunto visto che ho il sospetto che la donna più bella del mondo abbia accesso a questo blog (e potrebbe addirittura intuire di celarsi sotto a questo pseudonimo, se non gliel'ho già detto a chiare lettere).
mi è bastato passare una serata tranquillina con lei e, anche se ero completamente sottotono e rammollito e indietro di un'ora rispetto a tutte le situazioni che si creavano, alla fine della serata mi sono accorto che la ragazza è affilata e sa dove vuole andare a parare.
e mi sballina le emozioni come un giro sulle montagne russe - è difficile rivivere le emozioni dei 15 anni a 31, ma c'è qualcosa in lei che mi incanta.
altro dettaglio: la linea del suo collo candido è il paesaggio alpino che voglio vedere ogni mattina della mia vita e su cui sciare al ritorno a casa ogni sera - ha reso tutte le montagne innevate dei posti inutili e grigi.
così se legge questo blog (ed io ho frainteso esattamente ogni suo singolo gesto e atteggiamento) posso dirle chiaramente che si possono anche provare giochetti sporcaccioni sulla bilancia del potere e del controllo (yum), ma il mio prezzo è alto. Esorbitante magari; come minimo alla pari.
Ora mi chiedo: una che fa funzionare così bene la mia mente paranoica, mette in fila dei tasselli di mosaici complessi (magari mi immagino tutto oppure ho visto troppo lontano) - è o non è la donna della mia vita?

delle altre donne della mia "vita" (curioso, avrei potuto virgolettare tutte le altre parole):
una mi piace parecchio, ma all'ultimo incontro si è portata appresso il fratello E la madre.
un tour nella Sicilia di inizi novecento - con i testimoni a controllare la donna nubile ovunque vada.
Ciccia, vuoi che ti corteggi o no?
tua madre d'altro canto... (evil grin) bella donna...

un'altra è sveglia sveglia (mi piacciono i cervelli in confezioni con le tette!!!), la conosco poco ed ho poche opportunità di vederla, ma ci faccio più che un pensierino... è interessante e potremmo porre fine alla sofferenza di due sfortunati con una sola fava (ma sono io che riesco ad essere volgare con nulla o è l'italiano che si presta all'ambiguità???)

un'altra sta sullo sfondo e spero che acquisti spazio - è un asso nella manica, vediamo come si sviluppa la partita, chi rilancia, chi bluffa.
soprattutto vediamo chi resterà in mutande e chi se le toglierà (hihihihi)

Taglio



permalink | inviato da AndreaTaglio il 23/2/2010 alle 21:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
31 gennaio 2010
Ragnatele
l'altra notte ho sognato di un incidente stradale, in maniera anche vivida, tanto che mi sono alzato domandandomi se il mio subconscio non volesse condurmi in luoghi bianchi con infermieri e tubicini.
Sono andato al lavoro, ho fatto le mie cose e una famigliola, venuta a chiedere di una reimportazione, di ritorno dal nostro ufficio ha avuto un brutto incidente.
Ovviamente non significa nulla, solo una coincidenza.
Ma io sono rimasto un po' colpito - abbastanza da chiedermi: c'è un collegamento? una ragnatela inconscia e nascosta che ci unisce tutti? Dio è un Ragno?

sto facendo cose di cui potrei vergognarmi, passi verso il fondo senza l'orgoglio necessario a tenere la testa alta anche mentre guado nella merda.
e soprattutto senza alcuna certezza che dalla merda nascano fiori.

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 31/1/2010 alle 15:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 gennaio 2010
Progresso positivista! (esiste?)
Avrei voluto fare di meglio, migliorare.
uno si impegna, più o meno, nei limiti del possibile - e invece finisce come giobbe nella bibbia, o serious man nel (bel) film dei cohen.

ho passato le 'ferie' (forzate) a casa, senza fare nulla di buono, la ragazza tergestina potrebbe avere sintomi di follia. Dipinge per compensazione.
E sulla traccia di quella che ha dipinto come sua follia ha fatto uscire tutta la mia paranoia imbottigliata come un genio malvagio.
No. Non ha esaudito i miei desideri. La ragazza mi vorrebbe come solo amico.
Che palle. Come se avessi delle amiche. Come se non avessi voluto scoparmi praticamente tutte le amiche che ho avuto... (o che avrò, se questo sarà il caso)
Cosa fare? metterci una pietra sopra e non vederla mai più? continuare a vederla sperando che nell'amicizia comprenda anche la clausola soddisfazione carnale?
potrei anche pensarci e decidere, se non mi sentissi addosso un milione di anni, i coglioni girati per il rifiuto ancora fresco, un mal di gola arrivato per posta da Tom Waits insieme a un chilo di catarro da fumatore - e domani ricomincio pure a lavorare.

il lato oscuro della forza.
prender l'armi contro un mare di merda, e combattendo aggiungervi la mia.
mandare a fanculo tutto e tutti, cambiare lavoro, emigrare al nord, mangiare il cuore del papa, fondare una religione mia, nuclearizzare la cina (e il medio oriente), fare un figlio, farne un altro, scrivere un libro, viaggiare in america e ristrutturare la società mondiale su principi di eguaglianza e benessere sociale, rispetto per i più deboli, etica per le banche, le assicurazioni ed i soggetti economicamente luciferini, e chiù pilu per tutti.

'nuff said

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 6/1/2010 alle 19:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 dicembre 2009
avrei voluto fare meglio
Nella mia vita non ho mai portato sigarette come Philip Marlowe.
Sono una persona in bilico, umile fino all'arroganza, ma mai oltre. Non ho mai avuto la responsabilità di Fantozzi o il cuore di agnello di Bukowski o tutte quelle cose che ti determinano e ti scolpiscono nella pietra.
Ho viaggiato molto, davvero molto, e senza mai muovermi dall'Europa; la maggior parte del tempo senza nemmeno muovermi da casa.
Ora più di prima ho desiderio di ricominciare a viaggiare e di incontrare nell'universo un'altra forma di vita aliena della mia specie, della mia razza, forse è possibile comunicare ed esplorare ancora nuovi mondi.

Così vado al cinema, faccio chiacchiere con gli amici, bevo una birra ogni tanto. Alle volte penso.
Questa sera, tornato a casa, mi sono fermato in macchina, nel parcheggio, al buio. Ho spento il motore e sono rimasto ad ascoltare "the magic hour" dei dEUS. Il finale è meraviglioso. E ho pensato un pochino.
Ho pensato che ho conosciuto una ragazza, due settimane fa, a Trieste. È carina, artista, molto dolce. Ci siamo scambiati i numeri di cellulare, ci siamo incontrati il weekend successivo per parlare di film e cinema.
Non so se le sono piaciuto o meno, lei a me piace. Ci scambiamo messaggi al telefono. La tentazione è di illudermi sapendo di illudermi per ballare Moonwalk come Micheal Jackson dalla tomba, la possibilità è quella di tagliare il pensiero di lei come si pota un bonsai perchè cresca immenso e libero, e dignitoso e greve. 
Tutte cose già fatte. Strade già battute. E invece questa sera mi sono raddrizzato all'idea di portare una semplice devozione. A me stesso, a lei, a tutto l'universo.

Se diventiamo persone migliori, o almeno ci crediamo, dobbiamo lasciare spazio all'imprevisto. E pensare che ci porterà in un posto dove non avremmo pensato di arrivare - forse un posto che non immaginavamo nemmeno

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 15/12/2009 alle 23:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
6 dicembre 2009
'sto fumo nun fa niente - ripetutamente"
4 giorni a TS.
Science + Fiction (festival di cinema di fantascienza, dove approdano film che non vedranno mai il buio delle sale nazionali - alcuni dei quali sono delle chicche imperdibili).
bei titoli che posso consigliare a cure legger
Infestation (un giocattolone, ma divertente)
Carriers (riflessione sull'umanità e cosa ci rende umani / il senso della vita in una ambientazione post apocalittica originale e inusuale)
1 (il migliore tra i lungometraggi visti - una grossa sega mentale (vera fantascienza) in una confezione ad alta fruibilità)

e poi i corti (in ordine dal migliore al meno migliore)
- Ubermensch (se superman fosse nato nella Germania nazista? e se incarnasse le qualità dell'oltre-uomo nietzchiano?) si scrive così?
- Corporate, un corto italiano con tutti gli stilemi del cyberpunk e dei riferimenti arguti all'invasione degli ultracorpi e a philip K dick. E una costumista figa da stendere.

poi.
la pensione dove ho pernottato era avvolta in un silenzio inquietante.
lo scricchiolio dei pavimenti sotto ai piedi era amplificato fino a diventare un suono sconcertante.
Un posto dove non sentirsi mai a casa. Mai.

e poi, chiaramente, ragazze. mi è bastato passare 4 giorni lontano da PN per diventare socialmente più attraente - ho conosciuto una ragazza carina (non bellissima, ma molto carina), intellettuale e divertente, scambiare il numero di telefono, risentirci dopo una settimana (forse in maniera un po' forzata ma ci siamo dati appuntamento a TS per un caffè), ci siamo visti ieri - lei è davvero interessante, ma il timore e le aspettative che ho messo in questo incontro non hanno giocato a favore della storia.
no, non ho avuto un attacco fulminante e rutilante di meteorismo, ma grazie comunque per averlo pensato.
semplicemente temo di aver sbagliato qualcosa - o di avere lasciato intendere che ero interessato a qualcosa di più che una amicizia (no, non ho proposto di fare sesso bendati davanti al teatro miela prima di sorseggiare il caffè, ma grazie di aver pensato che ne sarei capace).
insomma non so, credo che il prossimo appuntamento non ci sarà prima del 2010.
è parecchio tempo se si vuol coltivare qualcosa, no?

quello per cui scrivo è proprio la forte tensione che ho provato, la speranza che quasi mi prendeva alla pancia che questa volta fosse quella buona, la delusione da sedicenne allo sfumare della possibilità di qualcosa.
mi piaceva, non dico fosse un colpo di fulmine o che sarebbe stato facile io a PN e lei a TS, ma...
beh. ci ho sperato, forse più del necessario e del dovuto.
dove ho sbagliato?

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 6/12/2009 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
12 novembre 2009
Tirare le somme e non capire i risultati
dunque - oramai è da un po' che ho abbandonato le usberghe barriere emotive e come una chiocciolina ho messo gli occhietti prima e la testina poi fuori dal guscio.
ho accettato l'esistenza dei sentimenti ed ho provato a regolare la manopola dell'ingrifamento selvatico.
insomma, ho accettato (come un atto di fede) la possibilità di amicizia con le ragazze che mi piacciono.
ad oggi quindi mi ritrovo con due o tre ragazze (una la sento via skype al lavoro, un'altra è appena tornata dal canada e forse ci si vedrà e poi a divagare nelle mie fantasticherie che qui ometto) che corteggio cortesemente (e come sennò?) e che stimo (chiaramente, l'unica ragazza a cui sto provando a metterlo dentro NON rientra tra queste - la chiameremo la Donna Senza Qualità per non farle torti).

insomma, sono contento, almeno passo del tempo e discuto con queste forze della natura per cui provo qualcosa di bello (ovvero, provo qualcosa di bello quando sto con loro e quando penso a loro - non necessariamente mentre tengo in mano uno strumento oblungo), ma alla fine della fiera?
non ho trombato di più, mi disturba pensare che il mio tasso di felicità possa in qualsiasi modo dipendere dalla presenza (o dall'esistenza) di altre persone - la dipendenza non soddisfatta non mi si addice.
eppure finalmente ci sono delle persone che mi interessano - e questo credo sia un bene.

il resto della mia vita è comunque allo sbando ("grazie per avermelo chiesto - sarò breve...").
il capo mi ha negato non solo l'aumento (ok, siamo in crisi), ma anche la promozione (faccio il lavoro di 2 persone e mezza, ho trovato un cliente saporito, sono sveglio, gli suggerisco soluzioni strategiche e commerciali, faccio straordinari non pagati e lavoro quando dovrei stare a casa - tutto questo quando il mio livello attuale è quello di un fattorino...).
lo so che tanti ora sono a spasso - che non c'è lavoro e nemmeno berlusca è tanto ottimista, ma io
sono. ufficialmente. in. cerca. di. lavoro.
se sapete qualcosa o sentite qualcosa sull'argomento - parlate bastardi!

i paragrafi che faccio sono sufficientemente leggibili?
perchè mi accorgo di scrivere parecchio (abbastanza da annoiare) e non vorrei che la lettura fosse disagevole - la divisione in paragrafetti mi pare un buon metodo per aiutare la scorrevolezza mancante nello stile.

riprendendo sullo schifo della mia vita.
passo un sacco di tempo al PC, sia per cazzeggiare con giochini online (il MALE), sia per ... beh, cazzeggiare.
ho abbandonato ogni velleità e mi sono organizzato per dedicarmi serenamente ai giochi di ruolo con gli amichetti nerd (qualcuno frequenta questo blog!!! ciao amici!!!) - ah, guardatevi se vi capita "big bang theory" è un telefilm molto divertente sul mio mondo.
sto aspettando la puntata in cui parleranno di VtES... hehehe.
ho soldi in banca (pochi, ma ci sono) e una serie di desideri inutili e consumisti.
il rapporto con il mio quinquilino è precipitato: era il mio migliore amico! - 24 anni di amicizia svaporati come nulla - ora condivido il tetto con uno sconosciuto con cui non ho nulla in comune, nè i pasti, nè degli amici, nè uno stile, un pensiero, una chiacchierata. nulla. una volta lo stimavo e mi attaccavo al concetto di amicizia anche fine a sè stesso.
ora mi chiedo se ne vale la pena, faccio due più due e rifletto che forse l'amicizia è una questione di prossimità, vicinanza, possibilità di condividere esperienze e parole, ma segue degli strani percorsi.
ho paura di perdere quello che è stato l'unico ed ultimo baluardo della mia umanità quando le cose non andavano bene, ovvero che l'amicizia sia sacra, imperitura (vd "le conseguenze dell'amore" per ulteriori spiegazioni).
l'amicizia è occasionale.

se non avete sentito un tuono ammonitore in lontananza è perchè non avete ascoltato. abbassate il volume dello stereo e rileggete la frase sopra, perchè io l'ho sentito bello forte.
e non so cosa pensare, o dove andare.


questioni più gravi - mia madre sta maluccio ed io ho paura (magari non è nulla di grave, nulla di fulmineo). su questo dovrò pensare e parlare con qualcuno, ma chi?
forse, lì fuori, tra di voi miei amici occasionali, ce ne sono alcuni che hanno dell'amicizia un concetto saldo quanto lo era il mio (quanto forse lo è ancora - non ho ancora deciso).
è su di voi che farò affidamento per questo genere di macigni.

ho ripreso il pensiero di diventare un ascoltatore migliore, ma chi ascolterà quanto ho da dire se starò tutto il tempo ad ascoltare???
anche qui vedo di avere scritto un papirone di questioni irrisolte, ragionamenti sconnessi e argomenti personali, di cui non dovrebbe fregare praticamente nulla a nessuno.
devo ancora cenare perchè sono stato a cazzeggiare su internet (ore 23:05).

La mia vita è stata confusa
con la spazzatura e con l'oro.
La mia vita è in privato...
dovrò tirarci avanti
finché sarò vecchio
finché sarò vecchio
Finché sarò andato

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 12/11/2009 alle 22:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
3 novembre 2009
TV. Sorrisi. E canzoni.
di nuovo diarieggio, senza filosofia non si va da nessuna parte.
etica, epistemologia, logica. ho molti temi per queste materie, ma partono tutti da avvenimenti fin troppo concreti delle mie giornate, e, esposti qui, assomiglierebbero troppo alle domende che si fanno ai tarocchi, all'i-ching o agli oracoli.
o ai biscottini della fortuna cinesi.

faccio bene a vendicarmi bastardamente (se ci riesco) del mio collega commerciale anziano per un piccolo sgarbo di egoismo (da ripagarsi allo stesso modo)?
il presunto sgarbo ricevuto è attuale nella mia vita? se cambierò lavoro, mi cambierà di una virgola la giornata?
ha senso non voler dare qualcosa solo perchè dall'altra parte c'è la stessa volontà di non-dare?
è giusto farsi contagiare dalla merda del sistema (se così vogliamo chiamarla)?

da un punto all'altro.
nuovo periodo di innamorabilità.
un po' più 'concreto'. Nel senso che almeno so che gli oggetti dei miei pensierini esistono (e non sono dei ciospi), ma al tempo stesso meno cagato dalle ragazze.
uff. che palle di storia per un po di su-e-giù.
amen. vediamo cosa mi riserva il futuro e se riesco a non mandare a farsi fottere (da qualcun altro evidentemente) tutte le ragazze che mi interessano.

insomma: periodo di instabilità emotiva (paranoia, innamorabilità, stanchezza, buonumore e totale disinteresse per qualunque cosa non sia di mio gradimento).

il punto è lo stesso: siamo new agers in un'epoca di abbondanza, in cui se doneremo di più riceveremo di più?
o le risorse sono limitate, ciò che è mio è mio e ciò che è tuo è mio, nessuna buona azione resterà impunita?
alla mia età avrei dovuto farmi un'idea di come vanno le cose, di quale azione sia più redditizia nel lungo periodo. e invece non ho capito ancora nulla.
quando do dei consigli dico quello che vorrei succedesse a me, senza realmente capire la persona che mi parla e le sue esigenze (epistemologia, ancora - è possibile capire l'Altro?)

potrei anche chiedere in giro - ho degli amici per cui queste domande da gerry scotti sono argomento da bar (come lo sono per me).
magari potrei anche cambiare leggermente, per qualche mese, finchè non tornasse la stasi (intesa come polizia politica dell'ex blocco sovietico), ma il fatto è che come me ce ne sono molti - e molti sono messi pure molto peggio.
gente normale, che fa quello che fa senza avere le informazioni necessarie a compiere tutte le scelte che definiscono chi siamo e cosa vogliamo e se renderemo questo pianeta un mondo migliore, in mezzo alle morti ed alla vecchiaia ed all'ignoranza ed al dolore.

un altro esempio: che dite? lo prendo il televisore?

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 3/11/2009 alle 20:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
30 ottobre 2009
riflessioni
ho poco da scrivere perchè non rifletto più molto.
in compenso, nel tentativo di diventare una persona migliore (o di 'ritornare' una persona migliore) sto analizzando la realtà che vedo intorno a me - o meglio, sto focalizzando la mia attenzione su degli aspetti dell'essere umano (me) che possono sostituire le direttrici su cui si basa il mio pensiero se non la mia vita.
benchè il solo pensiero di riavvicinarmi ad una certo stile 'new age' mi dia i brividi, pure sto ammorbidendo il mio cinismo.
per una ragione molto semplice che qui ripeto: non funziona.
dopo i primi successi iniziali ho perso il filo, ho cominciato ad essere meno orientato all'obiettivo e alla fine stavo peggio di prima.
adesso le linee su cui lavorare sono legate a questi neuroni a specchio di cui si parla spesso (nel mio giro di amicizie, almeno) e all'empatia.
senza mai perdere di vista l'obiettivo, per carità! voglio trovare di che accoppiarmi.

ci sono altre linee...
essere il più possibile aderente a me stesso, considerare gli altri come esseri umani e aspettarmi lo stesso da loro.
questo include il genere femminile non perchè non vorrei dare a tutte loro una grossa ragione di gioia, ma perchè alcune sono impegnate, altre non mi piacciono (ebbene sì, non è necessario impalmare ogni femmina esistente e sì, è necessario un rapporto, un'attrazione reciproca perchè succedano certe cose).
sto diventando un romantico? non so - il nerd è forte in me, e così anche il lato oscuro della forza.


mi chiedo se sia comune a tutti l'oscillare tra diversi opposti tutta la vita alla ricerca di un equilibrio meno 'dinamico'...
quali sono i vostri poli?

ultimamente ho scoperto l'uso del trattino - e delle virgolette.
è leggermente in declino l'uso smodato del punto e virgola.

e poi non so più cosa scrivere.
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permalink | inviato da AndreaTaglio il 30/10/2009 alle 19:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
24 ottobre 2009
piccolo sconforto
sembrerà una cagata - posso immaginare mille ragioni sottese e non evidenti (di chimiche cerebrali) per un piccolo sconforto che mi ha preso, ma preferisco aderire alla più razionale.

non so... l'ultima delusione (la pischelletta internettiana con poche qualità) e il conseguente rigiro di pastura e caccia su siti di social network, nella (vana) speranza di trovare una compagna interessante hanno dato a tutta l'operazione una patina di meccanicità davvero tristissima.

i matrimoni combinati funzionavano benissimo - l''amore' come lo intendiamo noi non è assolutamente necessario alla formazione di un nucleo familiare ed alla conduzione di una vita felice.
l''amore' come lo intendiamo noi è un'invenzione della televisione, con radici storiche che si possono far risalire al massimo al romanticismo, non oltre.
invenzione di merda, aggiungo io adesso, dopo soli 300 anni.

mi succede di innamorarmi (soprattutto nei periodi in cui lavoro un minimo sulla mia umanità, invece che lasciarmela scivolare via), ma, stranamente, le ragazze che mi provocano sensazioni strepitose di farfalle nella pancia, rossore in volto, turbamento, non sono mai interessate a me - oppure stanno già progettando un figlio con il loro compagno attuale ('fanculo!).
certo che mi piacerebbe trovare la donna perfetta - carina (sintomo di salute e di un corredo genetico appropriato), simpatica (che mi dia piacere fare ridere e rendere felice) e intelligente (per spendere in maniera interessante gli ultimi anni di una unga vita insieme quando la procreazione sarà un affare fatto), ma a questo punto farei notare che non ho incluso l''innamoramento definitivo' nella lista delle qualità.
sarebbe certo un simpatico surplus, ma anche senza sarei contento.

e invece giro e rigiro in questa melma di figure irreali e virtuali quanto uno schermo a LCD e penso che non ho più coglioni di mettermi a interessarmi di ragazze che, ahimè, molto probabilmente non mi interesseranno più non appena apriranno bocca (e lasceranno intravedere i venti che scorrono liberi tra un orecchio e l'altro), non ho più voglia di cercare ed essere deluso - oppure cercare, trovare ma non essere trovato.

mi passerà, ok. mi passerà e troverò una ragazza con cui stare e sfornare qualche pargoletto/a che dia un senso alla mia vita.
solo non oggi

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 24/10/2009 alle 16:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
17 ottobre 2009
sfigato
vista!
...
...
Avanti la prossimaaaa!

bene, detto questo analizziamo con più calma il giudizio.
non è carinissima, ma non è un problema (non troppo, a questo punto).
gli argomenti in comune sono in realtà radi e lontani tra loro (e questo potrebbe esserlo).
le possibilità per vederci e consumare del sanissimo sesso selvaggio (mioddio, i miei coglioni stanno per scoppiare!!!) sono anch'esse rare e lontane tra loro.
questo pare possa essere un GROSSISSIMO problema.

sto riesaminando tutte le donne passate di cui ho fantasticato e con cui sono uscito o con cui magari sarebbe potuto nascere qualcosa.
sto cercando uno spiraglio di speranza, un'ancora di salvezza, una lanterna di lenzuola di seta appesa ad uno stipite per indicarmi la via.
ma niente.
siamo io ed hulk, qua, io che scrivo su un blog con le lacrime agli occhi.
lui che strappa camicia dopo camicia.

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 17/10/2009 alle 22:12 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
11 ottobre 2009
dell'ideologia dell'autorealizzazione
ecco.
ho trascorso una serata a fare dei discorsi molto personali ed elitari ed eruditi ed intellettuali sull'ideologia dell'autorealizzazione, sulla frammentazione della società contemporanea, sulla lotta per la libertà e come affrontare gli interessi di determinati poteri occulti, cone esempi al caso Telecom France, Sientulogy e integralisti islamici.
vi racconterei della mia 'difesa' dell'individualismo corrente con degli argomenti arzigogolati mica da ridere, e delle risposte altrettanto sofisticate dei miei ospiti.
oppure potrei parlarvi degli altri argomenti della serata, di come si sia parlato di teatro, letteratura, storia, filosofia, amicizia, integrazione, politica, maschere per l'interazione quotidiana, e di come tutti questi discorsi mi abbiano fatto sentire un po' più intellettuale del solito stronzo che sono, di come mi abbiano fatto ricordare le ragioni dietro ad alcune scelte radicali che ho fatto tanto tempo fa e che ho portato avanti fino a scordarmene la ragione.
tutto molto bello.
ma quando ho cercato di fralo mozilla mi è andato in crash, quindi ha cancellato tutto il trattato colto che vi stavo scrivendo.
ergo, invece che una spaccatura di marroni colossale, scritta con stile elaborato, vi tocca l'ennesimo intermezzo.

sabato prossimo avverrà l'incontro con la bella virtuale - che diventerà quindi reale.
stavo riflettendo che se oltre a certi gusti in comune ci sarà anche corrispondenza di passionalità - beh, allora tornerà sensato

continuo più tardi che devo fare la spesa

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permalink | inviato da AndreaTaglio il 11/10/2009 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Curiosità
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Comandamenti:
i primi 10 sono diventati vecchi e per l'umanità di oggi abbiamo concordato questi (i primi 2 sono Suoi, il 3° l'ho suggerito io e Gli/Le è piaciuto. il quarto è l'ultimo Suo. gli altri a volte fluttuano)

1-fai un po' come cazzo ti pare
2-misura due volte, taglia una soltanto
3-nega l'evidenza
4-sii lupo tra i lupi. uomo tra gli uomini

questi sono i prossimi candidati
5-ama te stesso come il prossimo tuo
6-la risposta è dentro di te. epperò è sbaiiata
7-endless talking / life rebuilding
8-nothing is static. everything is evolving. everything is falling apart.
anche detto: se le cose non cambiano, peggiorano

poi sono sceso dal Sinai e ad oggi sto ancora vagabondando.

 

Forse ci sono arcobaleni che i miei occhi non vedono, e altri occhi e mille vite differenti, che non posso nemmeno immaginare.
Sento il calore delle ghiande che diventano querce, forse le radici affondano nel sole?
Fischietto un motivetto comune, sorrido storto e passo avanti un'altra stagione,
Altrove, un giardino di rovi è rigoglioso di diamanti neri




Haiku

Senza rumore
il grigiore divora -
tutto il cielo
 
Non agitarti
fingi indifferenza -
Il tempo cambia
 
Terra e cielo
La cicala insiste -
non mi importa
 
Ancora lotta
morde, strepita, vince -
è l'equilibrio
 
Sorride dolce
ai boccioli di pesco -
la malinconia
 
Conta petali
senza dubbi rimane -
la margherita
 
Piume di pioppo
non si scioglie al sole -
neve di maggio
 
Fiori a terra
Dopo la prima pioggia -
Rami d'autunno
 
Casa accesa
resta alle mie spalle -
Il crepuscolo 
 
Notte d'amore -
La ninnananna suona
per chi rimane
 
Arso il giorno
anche il sole cerca
invano l'ombra
 

Scatta il gatto
la farfalla gli sfugge -
Io sono pronto

Testa altrove
stanco di ricordare -
Soffia il vento

Dalla finestra
abbaglia la forsizia -
Sole in terra

Cade leggera
sulla neve d'inverno -
Solitudine

Trema la voce -
Una fredda primavera
scioglie il cuore

Notte passata
contando sillabe
E' già domani!

Batte il sole,
fa ombra un lampione.
Un ossimoro!

Piove sui rami
il canto della cincia
sgrida il sole

Cade la foglia
è incerto il volo.
Sceglie il vento

Fine estate
L'haiku è per lo spirito
effetto neve

Tutti attenti
attorno al tavolo
Niente da dire

Il drago freme
la calma esteriore
morde al cuore

Occhio distratto
volteggia come scimmia
Fronde di sguardi

si ramifica
in sentieri d'argento
la calligrafia


si innervano
in sentieri d'argento
ombre di brina

ogni silenzio
tra le gocce di pioggia
parla d'autunno

scrivere haiku
impegno senza senso
copre il cuore

Nebbia in testa
Inferno appena sveglio
[ahi] cattivo vino!

noia e astio
idioti al tavolo
respiro fumo

segni d'inchiostro
una foto in sillabe
è nato l'haiku

 

 

Meditazioni da taglio

vi è mai capitato? provateci:
mettetevi nell'ordine di idee di non attirare troppo l'attenzione. proprio una giornata in cui la vostra attenzione non è concentrata su voi stessi (sguardo fisso avanti, presenza 10/10, per le ragazze ancheggio selvaggio tacchi12, per gli ometti camminata alla terminator) nè troppo sul mondo esterno (ma se si deve scegliere meglio questa seconda ipotesi)(spalla china e un po' gobba, sguardo topesco e guizzante su ogni oggeto e persona che incrociate. mai rivolto avanti. piuttosto in basso). normale. se siete belli abbruttitevi. se siete particolarmente brutti non fateci caso. camminate piano, se incontrate qualcuno che conoscete guardatelo distrattamente e nonattirate la sua attenzione. fatelo procedere come se non vi conoscesse. come se voi non esisteste. ci vuole molto allenamento e molta fortuna, ed un conoscente meglio se superficiale. incontratene almeno 2 (meglio se 5 o 6) che tirino dritto.
indispensabile non fermarsi a parlare con nessuno. se proprio vi riconoscono devono avere altro da fare. un lieve cenno del capo basterà.
se avete svolto correttamente l'esercizio dovreste percepire distintamente una membrana tra voi ed il resto della società, come una barriera dimensionale gommosa.
oppure potreste essere presi dall'"estasi dell'uomo invisibile". nessuno può vedervi, nè riconoscervi. attenti! potreste avere dubbi sulla vostra stessa esistenza. proseguite così, camminando, fino a casa vostra o fino all'esaurimento naturale dell'effetto.
come vi siete sentiti? che effetto vi ha fatto? avete provato disagio o tranquillità?
rifatelo se vi è piaciuto e la prossima volta cercate altri come voi.
magari ci incontriamo lì



oppure fate la meditazione dello specchio.
dai, provate a farlo anche voi.
non vi ci vuole tanto, basta uno specchio e 10 minuti della vostra vita. 10 minuti sono per sempre...
siete felici oggi? siete contenti?, soddisfatti? non importa.
mettetevi davanti allo specchio dopo esservi lavati la faccia e provate a sorridere. muovete i singoli muscoli della faccia, allargate e distendete le labbra. vi accorgerete che manca ancora qualcosa. gli occhi. devono ridere anche gli occhi. fissateli intensamente, e provate a sorridere anche con gli occhi, se ci riuscite. se non ci siete riusciti, va bene, andiamo avanti.
se ci siete riusciti, aspettate.
continuate a guardarli mentre sorridete.
piano piano, dopo un po', il sorriso abbandonerà i vostri occhi, già mentre ricambiano il vostro sguardo; i muscoli della faccia tirano leggermente, come se fossero a disagio e non sapessero più qual'è il loro posto. poi il sorriso aperto su una bocca scintillante ritorna quello che è: un ringhio. un ghigno di denti snudati oscenamente. gli occhi perdono tutta la loro vita e restano vuoti.
vuoti.
è importante.
guardateli quegli occhi.
guardate quel volto in cui il sorriso si è sgretolato un pezzo per volta.
avete tutto il tempo del mondo per fissarlo. sentite l'effetto che vi fa vedere un volto che non sembra più capace di sorridere.
non distendete ancora le labbra. lo faranno da sole.
date attenzione alle sensazioni che vi fa provare il guardarlo ed ai pensieri (o all'assenza di pensieri) che emergono.
che effetto vi fa sapere che quel volto è il vostro?
adesso ormai ogni traccia di quell'aborto di sorriso dovrebbe essere svanito. riuscite a vederlo ancora?
pensate a cosa esprime quel volto serio che vedete nello specchio.
se lo fissate nel modo giusto vi sembrerà un'altra persona e al tempo stesso saprete che è il vostro.
sei ancora con me, ci sei? sei riuscito a resistere fin qui?
si?

 

allora benvenuto/a nella mia mattina




IL CANNOCCHIALE